Luigi Pigorini (1842–1925) considerato il padre della moderna paletnologia italiana che pose la preistoria al centro dei propri interessi e studi: inizioò a scavare le terramare parmensi, proprio a Fontanellato,  nella tenuta del Castellazzo – insediamento palafitticolo risalente a circa 1800 anni prima dell’era cristiana – inaugurando un importante filone di ricerca. Recentemente, durante gli scavi per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità (TAV), dalla vicina “villa rustica” di Cannetolo sono riemersi preziosi segni del territorio, che abbracciano secoli di storia.

Maria Luigia d’Austria, Imperatrice dei Francesi

Non tutti sanno che la Rocca Sanvitale conserva, in una saletta apposita, oggetti e ricordi di Maria Luigia, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847, già moglie di Napoleone Bonaparte e suocera del conte Luigi Sanvitale. Al giovane nobile di Fontanellato, infatti, la sovrana aveva dato in sposa la figlia Albertina di Montenovo, avuta dal conte Neipperg. I rapporti di Maria Luigia con il paese della bassa parmense passano attraverso l’amore filiale per la figlia e i nipotini Alberto, Maria e Stefano: un legame stretto, coltivato da un rapporto epistolare molto frequente e incentrato sui temi degli affetti e delle preoccupazioni familiari.

I Sanvitale

Ovvero la storia di una grande dinastia da cui nacquero condottieri, diplomatici, religiosi, ministri, scienziati e letterati. Per oltre cinquecento anni prosperò nei tre rami principali di Sala e Colorno, di Fontanellato e di Parma.

Francesco Mazzola detto il Parmigianino (Parma 1503 – Casalmaggiore, Cremona, 1540)

Figlio e nipote di pittori, Francesco si forma a diretto contatto con il Correggio. Svela un precoce talento a soli sedici anni. Si distingue per il raffinato anticonformismo e la ricerca quasi maniacale della perfezione: è ritenuto un maestro del manierismo. Nel 1523 circa, dipinge nella Rocca l’affresco che consacra il suo genio giovanile: la Saletta di Diana e Atteone dove la volta richiama quella affrescata dal Correggio nella Camera di San Paolo a Parma.

Paola Gonzaga

Paola Gonzaga, bellissima figlia primogenita di Gian Ludovico, marchese di Sabbioneta e di Francesca Fieschi, dopo un primo matrimonio con il marchese Gian Francesco Pallavicino di Zibello entra in casa Sanvitale nel 1516 sposando Gian Galeazzo, signore del feudo di Fontanellato dal 1519 al 1550. Crea insieme al marito un importante cenacolo umanistico e invita a corte il Parmigianino.

John Grisham

Il giallista dedicò alcune pagine del suo romanzo “Playing for pizza” – tradotto Il Professionista, edito da Mondadori nel 2007 – proprio alla Rocca Sanvitale dove ambientò una scena.

Bernardo Bertolucci

Alcune sequenze del film “Prima della Rivoluzione” di Bernardo Bertolucci vedono protagonista la Rocca Sanvitale con la Camera Ottica.

Francesca Sanvitale

La scrittrice gran signora della Cultura Italiana, discendente del ramo cadetto dei Conti Sanvitale, dedica il titolo di un suo saggio “Camera ottica: pagine di letteratura e realtà”, Einaudi (1999) proprio alla Camera Ottica di Fontanellato ancora in funzione in Castello.

Ovidio

Il poeta latino è citato espressamente, nella Saletta di Diana e Atteone, con una frase tratta dalle sue Metamorfosi: in questa stanza di soli 3 x 4 metri viene rappresentata la leggenda di Atteone, un cacciatore che, dopo aver inavvertitamente scorto Diana mentre si rinfrescava in una pozza d’acqua, viene trasformato per punizione dalla stessa dea, protettrice della caccia, in un cervo e divorato dai suoi stessi cani”.

Franco Maria Ricci

Editore, artista e designer italiano di fama mondiale. Dal 2005 si è dedicato, dopo anni di progettazione, anche alla costruzione di uno straordinario labirinto nella campagna di Fontanellato, aperto dal 2015: il Labirinto della Masone, il più grande al mondo in bambù.